Buone notizie per le imprese: il Fondo di Garanzia PMI continuerà a operare nel 2026 con le stesse regole previste nel 2025. Il decreto Milleproroghe ha infatti chiarito il quadro normativo dopo una Legge di Bilancio 2026 che si era limitata al rifinanziamento dello strumento senza intervenire sulle modalità operative.
Vediamo nel dettaglio cosa cambia (e soprattutto cosa non cambia) per le imprese che intendono richiedere credito nel corso dell’anno.

La Legge di Bilancio 2026 ha fissato a 140 miliardi di euro il limite massimo degli impegni assumibili dal Fondo di Garanzia PMI.
Il plafond comprende:
le garanzie già in essere;
le nuove coperture che verranno concesse nel 2026.
Si tratta di una dotazione in continuità con gli ultimi esercizi, che consente al Fondo di mantenere un ruolo centrale nel supporto all’accesso al credito delle imprese italiane.
Il Milleproroghe conferma per tutto il 2026 le percentuali già in vigore nel 2025.
Per PMI e microimprese, la garanzia del Fondo è concessa:
fino al 50% per finanziamenti destinati a esigenze di liquidità;
fino all’80% per finanziamenti destinati a programmi di investimento.
Viene così superata l’incertezza che si era creata a fine 2025 su un possibile ritorno alle percentuali precedenti: le aliquote restano stabili per l’intero 2026.
L’importo massimo garantito resta fissato a 5 milioni di euro per singola impresa.
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda le microimprese:
la garanzia continua a essere concessa gratuitamente, senza applicazione di commissioni.
Si tratta di una misura importante per le realtà più piccole, che spesso incontrano maggiori difficoltà nell’accesso al credito bancario.
La copertura massima dell’80% si applica non solo agli investimenti, ma anche in specifici casi:
finanziamenti per programmi di investimento;
operazioni riferite a PMI costituite o operative da non oltre tre anni, non valutabili tramite il modello di rating;
operazioni fino a 40.000 euro (o fino a 100.000 euro in caso di riassicurazione);
operazioni di microcredito fino a 50.000 euro.
Attenzione: se il finanziamento è connesso a investimenti nel capitale di rischio dei beneficiari finali, la copertura massima resta invece al 50%.
Il Fondo può intervenire anche a favore di imprese con fino a 499 dipendenti, entro il limite del 15% della dotazione annua.
In questi casi la garanzia è concessa:
al 30% per finanziamenti destinati a liquidità;
al 40% per finanziamenti destinati a investimenti.
Le stesse percentuali si applicano anche alle imprese di nuova costituzione attive da non oltre tre anni.
La richiesta di accesso al Fondo non viene presentata direttamente dall’impresa.
È la banca o il Confidi presso cui si richiede il finanziamento a inoltrare la domanda di garanzia.
Sul portale ufficiale del Fondo sono disponibili:
l’elenco degli intermediari convenzionati;
un tool online per verificare l’ammissibilità dell’impresa;
le informazioni sul modello di valutazione utilizzato (distinto dal merito creditizio bancario).
La conferma delle regole garantisce stabilità e prevedibilità per le imprese che programmano investimenti o necessitano di liquidità.
Con coperture fino all’80% e una dotazione complessiva di 140 miliardi di euro, il Fondo di Garanzia PMI si conferma anche nel 2026 uno dei principali strumenti pubblici di sostegno all’accesso al credito.
Per le imprese che stanno pianificando investimenti o riorganizzazioni finanziarie, può essere il momento giusto per valutare – insieme al proprio consulente o istituto di credito – l’utilizzo di questa opportunità.
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